Gli strumenti comunicativi del mediatore familiare

il grande aiuto che offrono gli strumenti comunicativi impiegati in mediazione familiare

Un elenco dei principali strumenti comunicativi utilizzati dal mediatore familiare

Per adempiere alla propria funzione il mediatore familiare ha a sua disposizione diverse tecniche professionali. Queste sono per lo più basate sul linguaggio e sulla comunicazione: sono i suoi “strumenti comunicativi”. Non sarà lui a consigliare o a decidere per la coppia ma riattiverà i canali comunicativi di entrambi. I principali strumenti comunicativi usati in mediazione familiare sono i seguenti:

Primo tra tutti gli strumenti comunicativi è senza dubbio l’ascolto attivo. Il mediatore, infatti, ascolta con sensibilità, è in grado di offrire calorosi sorrisi e sa inoltre dare spazio e rilevanza ai momenti di silenzio.

  • Il linguaggio positivo

Il suo linguaggio, assolutamente privo di tecnicismo, deve essere semplice e chiaro volto al quotidiano, al concreto e per lo più al positivo.
Il mediatore è in grado di alleggerire il clima nella stanza usando un linguaggio meno tecnico e più rassicurante. Per esempio parlando di “preoccupazioni per i figli” piuttosto che di “dispute sui figli”. Parlerà di “sostegno per il bambino” piuttosto che “mantenimento”, di ” turni di cura” piuttosto che di “calendario di visita dei figli”. Il mediatore sottolinea sempre i comportamenti che aiutano a mantenere un clima sereno (“sei stata brava!”, “hai avuto tanto coraggio!”). Tutti questi esempi sono strumenti comunicativi!

  • La riformulazione

Tra tutti gli strumenti comunicativi il più usato è proprio quello della riformulazione. Il mediatore incoraggia ognuno a parlare, riassume e ripete le cose che dice e le riespone, per chiarire e cercare spiegazioni; in questo modo fa cogliere alle parti un’altra lettura e definisce quelle cornici entro cui è necessario rientrino le comunicazioni.
Il mediatore usa tale tecnica ripetendo uno stesso concetto senza parole negative ed usando solo espressioni positive (all’affermazione “è stato uno stupido!” il mediatore risponderà con: “mi stai dicendo che non si è comportato nel modo in cui ti aspettavi”).
Tale strumento comunicativo permette inoltre alle parti di “ascoltarsi”, ciò poiché, soprattutto all’inizio, questo è l’ostacolo per loro più insormontabile. Le parti, infatti, non si ascoltano e non vogliono farlo! Ciò poiché sono immerse in altre problematiche a loro detta più importanti o semplicemente non si ascoltano per partito preso o per ripicca. Attraverso il mezzo della riformulazione, invece, quanto appena proferito da una delle due parti viene ripetuto in modo positivo e con parole diverse dal mediatore. Ciò fa sì che giunga all’orecchio dell’altra.

  • Le domande circolari

Il mediatore raccoglie informazioni e chiede spiegazioni o approfondimenti. Per esempio: “se il bimbo fosse qui e gli chiedessi qual è la sua preoccupazione, che cosa ti risponderebbe?”.
La formulazione delle domande deve essere mirata secondo le ipotesi e devono essere circolari tramite la lettura della retroazione.
Le domande sono forse gli strumenti comunicativi più preziosi del mediatore! Gli permettono di andare a fondo dei problemi, pur non sembrando indiscreto o invadente.

  • Il ruolo di agente di realtà

Il mediatore familiare ha anche l’arduo compito di rivestire il titolo di “agente di realtà”. Tale titolo implica che il mediatore debba sempre riportare la coppia nel mondo concreto e reale, nella loro situazione di vita quotidiana. Deve evitare che le parti coinvolte dal conflitto possano divagare e perdere i punti di riferimento. Ciò consentirebbe loro di prendere decisioni affrettate e che in futuro si rileverebbero scomode e indesiderate.

  • La normalizzazione

Il mediatore possiede la capacità di far sentire la coppia a proprio agio e compresa. Non rende i problemi più grandi di quello che sono. Anzi sottolinea loro che si tratta di situazioni normali e già verificatesi nel tempo ad altre persone coinvolte nel medesimo contesto. Ciò permette alla coppia di tranquillizzarsi e credere in modo più deciso che come ce l’hanno fatta gli altri potranno farcela anche loro.

  • Il futuro centrismo

Tra gli strumenti comunicativi il futuro centrismo permette sin dall’inizio di porre l’attenzione sul futuro, passando per il presente e recuperando solo i temi più significativi del passato.

  • Il geno gramma

Tra gli strumenti comunicativi che favoriscono la riapertura dei canali comunicativi il mediatore usa con attenzione e sensibilità il geno gramma. Tale strumento comunicativo permette a ciascun componente della coppia di entrare nella propria singola storia e in quella co-costruita insieme. In sostanza è l’albero genealogico! Tale grafico disegnato, possibilmente su di una lavagna, permette di visualizzare e chiarire, sia al mediatore che alle parti, la struttura di quella particolare famiglia.

Corretto utilizzo degli strumenti comunicativi: riapertura dei canali comunicativi

Questo vuole essere solo un esempio dei principali strumenti comunicativi utilizzati da un mediatore familiare, ovviamente ce ne sono molti altri.

Gli strumenti comunicativi adottati dai mediatori familiari sono quindi delle precise tecniche professionali finalizzate a stimolare nelle parti un confronto positivo e funzionale. Tali strumenti comunicativi, infatti, aiutano le parti a riscoprire il beneficio di una sana e trasparente comunicazione. Inoltre, a loro volta, danno la possibilità anche alle parti di apprendere i loro strumenti comunicativi, che gestiranno per sempre le loro strategie comunicative!

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